| RIFLESSIONI
SUL CASO KRAM
LA CONFERENZA STAMPA DELL’ONOREVOLE ENZO RAISI
Bologna, 13 giu. - (Adnkronos) - "Vorrei capire
qual è l'evoluzione della posizione di Thomas Kram all'interno
dell'indagine sulla strage alla stazione di Bologna, perché
se é un semplice testimone che si rifiuta di parlare è
un conto, ma se invece è imputabile, visto anche che l'unica
testimone che poteva dargli una qualche copertura ha fatto cadere
il suo alibi, si presenta una novità nell'inchiesta e sarebbe
clamoroso che la Procura archiviasse tutto solo perché non
risponde". E' quanto sostiene oggi in conferenza stampa a Bologna
il deputato di An Enzo Raisi che al suo attivo ha già 8 interpellanze
parlamentari sulla vicenda. Insomma, Raisi, già membro della
commissione Mitrokhin, non demorde e chiede agli inquirenti di non
abbandonare il filone legato al terrorismo internazionale e al gruppo
di Carlos.
Nel
2005, durante i lavori della Commissione Mitrokhin, emerse una notizia
rimasta sconosciuta all’opinione pubblica per quasi venticinque
anni. La mattina del 2 agosto 1980, a Bologna, era presente con
certezza un presunto terrorista appartenente al gruppo tedesco delle
Cellule Rivoluzionarie: Thomas Kram.
Secondo
i membri di maggioranza della Mitrokhin, Kram sarebbe stato legato
a Separat, la rete terroristica internazionale guidata da Carlos
lo Sciacallo. La sua presenza a Bologna, in perfetta coincidenza
temporale con la strage, sarebbe strettamente collegata all’attentato.
Secondo questa tesi, Separat avrebbe compiuto l’attentato
di Bologna per eseguire una rappresaglia contro l’Italia,
colpevole di aver violato un patto di non belligeranza con il terrorismo
mediorientale.
I membri
di minoranza criticarono duramente tale ipotesi investigativa, sostenendo
che la verità giudiziaria – per l’attentato del
2 agosto 1980 sono stati condannati in via definitiva Ciavardini,
Mambro e Fioravanti – non può essere messa in discussione
da mere congetture.
Noi,
dopo un accurato esame di tutte le risultanze processuali, ci siamo
limitati ad esporre le molteplici ragioni che evidenziano l’innocenza
dei tre ex militanti dei Nar. Al contrario, in difetto di elementi
certi, ci siamo astenuti dal formulare accuse contro altre persone.
Crediamo, infatti, che non si possa passare da garantisti ad inquisitori
a seconda delle esigenze. Serve equilibrio ed un’uniformità
di giudizio. Ed è giusto prendere dalle distanze da chiunque,
da una parte e dall’altra, scelga gli innocenti ed i colpevoli
in base ai propri interessi politici.
Tale
posizione è stata accuratamente definita nel libro-intervista
di Valerio Cutonilli – Strage all’italiana - nel quale
si riflette con ponderazione sulla valenza investigativa degli elementi
emersi a carico di Kram.
Quest’ultimo,
di recente, dopo anni di latitanza ha fatto ritorno in Germania
e la magistratura bolognese si è attivata per effettuare
una rogatoria internazionale finalizzata all’audizione dell’ex
terrorista quale persona (potenzialmente) informata dei fatti.
Nei
giorni scorsi tale rogatoria ha avuto effettivamente luogo. Una
nota dell’Ansa riferisce gli esiti della medesima che, se
confermati, lascerebbero pensare. Kram ed altri quattro ex militanti
delle Cellule Rivoluzionarie avrebbero deciso di non rispondere
alle domande formulare loro dal Sostituto Procuratore di Bologna,
Paolo Giovagnoli. Come noto, tale facoltà è concessa
solamente all’indagato il quale può esercitare il suo
diritto di difesa anche attraverso il silenzio. Al contrario, la
persona chi si ritiene informata dei fatti ha l’obbligo di
rispondere alle domande del magistrato.
Dunque,
appare corretto il ragionamento esposto dall’onorevole Enzo
Raisi che si occupa da tempo della vicenda Kram. O quest’ultimo
è iscritto nel registro degli indagati presso la Procura
della Repubblica di Bologna. E sarebbe una novità di obiettiva
rilevanza. Oppure il tedesco ha assunto una condotta reticente.
Fatto che non può non essere gravido di conseguenze.
A prescindere
dall’opinione che si ripone sulla vicenda, il silenzio mediatico
che ha accompagnato la rogatoria Kram costituisce un fatto anomalo,
l’ennesimo di una vicenda paradossale.
In
un’intervista a Il Manifesto, l’estate scorsa Kram aveva
protestato la sua innocenza, riferendo di essere arrivato in Italia
– l’1 agosto 1980 – per rispondere ad un invito
formulatogli da un’amica austriaca residente a Milano. Arrivato
tardi all’appuntamento con la donna, il tedesco si sarebbe
messo in viaggio verso Firenze, dove risiedevano altri amici conosciuti
l’anno prima all’Università di Perugia, fermandosi
a dormire a Bologna a causa dell’orario avanzato. Il soggiorno
nel capoluogo emiliano, in concomitanza con l’attentato, sarebbe
stato quindi casuale ed imprevisto.
Abbiamo
sempre riconosciuto che tale casualità potrebbe essere assolutamente
plausibile. Può accadere, senza dubbio, che un terrorista
si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Kram potrebbe
dire la verità. Sin dall’inizio, pertanto, ci limitammo
ad auspicare – nell’interesse di tutte le parti in causa
– che venisse verificata la sincerità delle parole
di Kram.
Oggi
Raisi sostiene apertamente che l’amica austriaca avrebbe smentito
l’alibi fornito da Kram nell’intervista Il Manifesto.
E’ possibile che il deputato bolognese si riferisca all’esito
di un’audizione della Procura della Repubblica di cui, ovviamente,
non sono stati resi pubblici i contenuti.
Pone
inevitabili interrogativi, quindi, il rigoroso silenzio osservato
da Kram in occasione della rogatoria internazionale. Gli era stata
offerta un’occasione formidabile per fare chiarezza sulla
sua posizione. Ha preferito tacere.
Non
condividiamo l’atteggiamento di chi si innamora di verità
aprioristiche ma neppure l’indifferenza di chi sta facendo
finta di nulla. La situazione determinatasi con la rogatoria Kram
impone di far luce sino in fondo su una vicenda dai contorni sempre
meno nitidi.
Le
conclusioni verranno formulate solo alla fine. Oggi servono approfondimenti
investigativi molto seri. Chi li ritiene superflui, da una parte
o dall’altra, dimostra un pessimo senso dello Stato ed uno
scarso amore per la Verità.
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