LUIGI CIAVARDINI E' STATO TRASFERITO NEL CARCERE ROMANO DI REBIBBIA

Per chi intendesse scrivergli, il nuovo indirizzo è:

Casa Di Reclusione Rebibbia 165, V. Raffaele Majetti, 00156 Roma (RM)

 

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RIFLESSIONI SUL CASO KRAM


LA CONFERENZA STAMPA DELL’ONOREVOLE ENZO RAISI

Bologna, 13 giu. - (Adnkronos) - "Vorrei capire qual è l'evoluzione della posizione di Thomas Kram all'interno dell'indagine sulla strage alla stazione di Bologna, perché se é un semplice testimone che si rifiuta di parlare è un conto, ma se invece è imputabile, visto anche che l'unica testimone che poteva dargli una qualche copertura ha fatto cadere il suo alibi, si presenta una novità nell'inchiesta e sarebbe clamoroso che la Procura archiviasse tutto solo perché non risponde". E' quanto sostiene oggi in conferenza stampa a Bologna il deputato di An Enzo Raisi che al suo attivo ha già 8 interpellanze parlamentari sulla vicenda. Insomma, Raisi, già membro della commissione Mitrokhin, non demorde e chiede agli inquirenti di non abbandonare il filone legato al terrorismo internazionale e al gruppo di Carlos.

Nel 2005, durante i lavori della Commissione Mitrokhin, emerse una notizia rimasta sconosciuta all’opinione pubblica per quasi venticinque anni. La mattina del 2 agosto 1980, a Bologna, era presente con certezza un presunto terrorista appartenente al gruppo tedesco delle Cellule Rivoluzionarie: Thomas Kram.

Secondo i membri di maggioranza della Mitrokhin, Kram sarebbe stato legato a Separat, la rete terroristica internazionale guidata da Carlos lo Sciacallo. La sua presenza a Bologna, in perfetta coincidenza temporale con la strage, sarebbe strettamente collegata all’attentato. Secondo questa tesi, Separat avrebbe compiuto l’attentato di Bologna per eseguire una rappresaglia contro l’Italia, colpevole di aver violato un patto di non belligeranza con il terrorismo mediorientale.

I membri di minoranza criticarono duramente tale ipotesi investigativa, sostenendo che la verità giudiziaria – per l’attentato del 2 agosto 1980 sono stati condannati in via definitiva Ciavardini, Mambro e Fioravanti – non può essere messa in discussione da mere congetture.

Noi, dopo un accurato esame di tutte le risultanze processuali, ci siamo limitati ad esporre le molteplici ragioni che evidenziano l’innocenza dei tre ex militanti dei Nar. Al contrario, in difetto di elementi certi, ci siamo astenuti dal formulare accuse contro altre persone. Crediamo, infatti, che non si possa passare da garantisti ad inquisitori a seconda delle esigenze. Serve equilibrio ed un’uniformità di giudizio. Ed è giusto prendere dalle distanze da chiunque, da una parte e dall’altra, scelga gli innocenti ed i colpevoli in base ai propri interessi politici.

Tale posizione è stata accuratamente definita nel libro-intervista di Valerio Cutonilli – Strage all’italiana - nel quale si riflette con ponderazione sulla valenza investigativa degli elementi emersi a carico di Kram.

Quest’ultimo, di recente, dopo anni di latitanza ha fatto ritorno in Germania e la magistratura bolognese si è attivata per effettuare una rogatoria internazionale finalizzata all’audizione dell’ex terrorista quale persona (potenzialmente) informata dei fatti.

Nei giorni scorsi tale rogatoria ha avuto effettivamente luogo. Una nota dell’Ansa riferisce gli esiti della medesima che, se confermati, lascerebbero pensare. Kram ed altri quattro ex militanti delle Cellule Rivoluzionarie avrebbero deciso di non rispondere alle domande formulare loro dal Sostituto Procuratore di Bologna, Paolo Giovagnoli. Come noto, tale facoltà è concessa solamente all’indagato il quale può esercitare il suo diritto di difesa anche attraverso il silenzio. Al contrario, la persona chi si ritiene informata dei fatti ha l’obbligo di rispondere alle domande del magistrato.

Dunque, appare corretto il ragionamento esposto dall’onorevole Enzo Raisi che si occupa da tempo della vicenda Kram. O quest’ultimo è iscritto nel registro degli indagati presso la Procura della Repubblica di Bologna. E sarebbe una novità di obiettiva rilevanza. Oppure il tedesco ha assunto una condotta reticente. Fatto che non può non essere gravido di conseguenze.

A prescindere dall’opinione che si ripone sulla vicenda, il silenzio mediatico che ha accompagnato la rogatoria Kram costituisce un fatto anomalo, l’ennesimo di una vicenda paradossale.

In un’intervista a Il Manifesto, l’estate scorsa Kram aveva protestato la sua innocenza, riferendo di essere arrivato in Italia – l’1 agosto 1980 – per rispondere ad un invito formulatogli da un’amica austriaca residente a Milano. Arrivato tardi all’appuntamento con la donna, il tedesco si sarebbe messo in viaggio verso Firenze, dove risiedevano altri amici conosciuti l’anno prima all’Università di Perugia, fermandosi a dormire a Bologna a causa dell’orario avanzato. Il soggiorno nel capoluogo emiliano, in concomitanza con l’attentato, sarebbe stato quindi casuale ed imprevisto.

Abbiamo sempre riconosciuto che tale casualità potrebbe essere assolutamente plausibile. Può accadere, senza dubbio, che un terrorista si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Kram potrebbe dire la verità. Sin dall’inizio, pertanto, ci limitammo ad auspicare – nell’interesse di tutte le parti in causa – che venisse verificata la sincerità delle parole di Kram.

Oggi Raisi sostiene apertamente che l’amica austriaca avrebbe smentito l’alibi fornito da Kram nell’intervista Il Manifesto. E’ possibile che il deputato bolognese si riferisca all’esito di un’audizione della Procura della Repubblica di cui, ovviamente, non sono stati resi pubblici i contenuti.

Pone inevitabili interrogativi, quindi, il rigoroso silenzio osservato da Kram in occasione della rogatoria internazionale. Gli era stata offerta un’occasione formidabile per fare chiarezza sulla sua posizione. Ha preferito tacere.

Non condividiamo l’atteggiamento di chi si innamora di verità aprioristiche ma neppure l’indifferenza di chi sta facendo finta di nulla. La situazione determinatasi con la rogatoria Kram impone di far luce sino in fondo su una vicenda dai contorni sempre meno nitidi.

Le conclusioni verranno formulate solo alla fine. Oggi servono approfondimenti investigativi molto seri. Chi li ritiene superflui, da una parte o dall’altra, dimostra un pessimo senso dello Stato ed uno scarso amore per la Verità.


PUOI COMMENTARE INVIANDO UNA E-MAIL A: info@loradellaverita.org

 

E' on line il sito web delle "Edizioni Trecento", dove è anche possibile acquistare il libro.

www.edizionitrecento.com

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recensione del libro su Censurati .it

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Bologna 2 agosto 1980 - UNA STRAGE ALL'ITALIANA

 

"Bologna 2 agosto 1980, salta in aria la sala di attesa della stazione ferroviaria. Esclusa l’accidentalità dell’esplosione, viene accreditata immediatamente una tesi ufficiale: strage nera.

Le indagini procedono sin dall’inizio in un’unica direzione. Altre piste rimangono trascurate. L’inchiesta viene esposta di continuo a tentativi di inquinamento, volti a corroborare l’ipotesi dell’attentato neofascista. La vicenda giudiziaria sembra essersi conclusa l’11 aprile 2007 con la condanna definitiva di Ciavardini, ritenuto responsabile dell’eccidio bolognese al pari di Fioravanti e Mambro. Ma la stragrande maggioranza degli osservatori del processo – senza distinzioni politiche - considera innocenti i tre ex militanti dei Nar.

Per quali ragioni il governo sposò a priori un’unica ipotesi investigativa? Perché i depistaggi coinvolsero solo esponenti dell’estrema destra? Massimo Sparti fu un teste genuino o l’autore di un tentativo di sviamento andato a buon fine? Quali motivi impediscono ancora oggi di conoscere mandanti e moventi della strage di Bologna?

Il libro-intervista a Valerio Cutonilli - portavoce del “comitato l’ora della verità” – vuole rappresentare un invito a riflettere sui numerosi quesiti rimasti irrisolti. Tali interrogativi non si limitano a suscitare divisioni sempre più aspre all’interno della società italiana. Essi costituiscono un ostacolo insormontabile per l’edificazione di quella “memoria condivisa” che dovrebbe caratterizzare un paese civile.

 

 

 

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Luigi Ciavardini, a mezzo dei propri legali, ha inviato un saluto a tutti i sostenitori del comitato "l'ora della verità":


"Voglio ringraziare tutti quelli che non si sono dimenticati di me.
Ogni giorno ricevo lettere di affetto che mi aiutano a reagire, con la dovuta compostezza, all'ingiustizia che sto subendo. Desidero invitare chiunque creda in questa battaglia di verità, a non intenderla come un gesto di solidarietà personale nei miei confronti. Conoscere finalmente verità sulla strage di Bologna è un diritto di tutti gli italiani, non solo mio. Credo che il nostro paese abbia bisogno di un grande impegno civile per una giustizia veramente giusta ed imparziale. La vicenda che mi ha visto protagonista, mio malgrado, è solo l'esempio lampante di un problema più ampio che continua ad affliggere la nostra società. Le battaglie personali sono sempre limitate e forse anche sbagliate. Se ci sono persone come voi, che non sono disposte ad ignorare la condanna di un innocente, anche per me è possibile sperare in un'Italia più giusta.
Vi abbraccio tutti".

Luigi Ciavardini

 

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IMPORTANTE: sono disponibili ancora CD e magliette del comitato L'ORA DELLA VERITA'.

Il costo è di 10 euro sia la maglia che il CD. Ordine minimo 5 pz. e per odrini superiori a 10 le spese di spedizione sono a nostro carico.

Ricordiamo che il comitato continua a sostenere spese per difendere la causa di LUIGI CIAVARDINI ancora detenuto a POGGIOREALE (Napoli).

Per ordini e quant'altro, potete scrivere all'indirizzo e-mail: info@loradellaverita.org